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Dopo streghe, fantasmi, licantropi e mostri di vario genere, negli anni ’60 il genere horror ha una grande intuizione: capisce che ciò che può spaventare davvero l’uomo è l’uomo stesso e la moltitudine di paure di cui spesso è vittima. In più l’ambilavenza, la fragilità e l’ambiguità dell’essere umano sembrano essere carattarestiche perfette per creare scenari terrorizzanti, proprio perché potenzialmente reali. L’idea è quella che quanto più verosimile sia la causa del pericolo tanto più il terrore dello spettatore può aumentare. Il timore che una volta usciti dal cinema l’incubo possa continuare a perseguitarti è la chiave di volta del nuovo genere horror. Tutto è riconducibile alla FOBIA: la parola deriva dal greco Phobos, ovvero timore, oppure Phèbomai (di origine indoeuropea), che significa “io fuggo spaventato, mi atterrisco”.

Timore irrazionale per oggetti o specifiche situazioni che, solitamente, non dovrebbero provocare simili reazioni. Si distingue dalla paura perché, a differenza di quest’ultima, non scompare di fronte a una verifica della realtà, e al tempo stesso va tenuta distinta dal delirio perché il fobico è perfettamente consapevole dell’irrazionalità dei suoi timori che tuttavia non riesce a risolvere. Migliaia di persone al mondo soffrono di paure incontrollate, sono terrorizzate da determinati oggetti, animali o situazioni, senza una ragione precisa. Proprio in questo senso i film horror hanno una forte influenza sul pubblico, sono in grado infatti di terrorizzare l’intera platea arrivando ad esasperare alcune delle sue paure.

La maggior parte di noi conosce solo le fobie più diffuse; di solito sentiamo parlare di claustrofobia (paura dei luoghi chiusi come l’ascensore) o al contrario agorafobia (paura degli spazi aperti, quindi i luoghi pubblici), patofobia (paura delle malattie che può sfociare in ipocondria), aracnofobia (fobia dei ragni), cinofobia (paura dei cani), aerofobia (paura di volare). In realtà ne esistono molte di più, alcune delle quali davvero impensabili, ma vediamo nello specifico quali sono: prima fra tutte le più strane è la koumpounofobia, vale a dire la fobia dei bottoni, di cui soffrono ben 75.000 persone. Poi c’è la fobia dei palloncini (globofobia), fobia dei mobili antichi, o viceversa, fobia del nuovo, che deriva dal timore di non riuscire a comprenderlo o padroneggiarlo (neofobia), paura delle piume (pteronofobia), dei pagliacci (coulorfobia), delle piante (botanofobia), dello sporco (rupofobia) e degli specchi (spettrofobia).

Chissà, forse un giorno sentiremo parlare dell’ultimo film horror in uscita “Non toccate quei bottoni” o “La piuma assassina”; per ora è solo una fantasia ma, si sa, le vie dell’horror sono infinite.

E’ una strada già percorsa. John Doe scivola lento fra pensieri, forme e ricordi sul Sentiero di Sé. Ma questa non è una delle sue solite notti insonni…

qualcun altro è stato qui.

I passi si fanno lenti e incerti. Ombre scure in lontananza, sono Tre. Si accavallano nell’oscurità piegando il sentiero e confondendosi in un’unica dissonanza. E’ dubbio. E’ Buio. E’ paura di sapere. E’ l’Ombra che Canta, lì alla fine del Cammino. Tutto attorno si dissolve.

Arriverà presto“..
L’ hai sentita bisbigliare, tra le viscere dell’ anima, nel silenzio di una sala
Il suo canto ripetuto, dentro strofe disperate, sotto fremiti e sussulti.

Sei solo“..
L’ hai guardata avvicinarsi, con un carico di morte dentro un sacco di velluto
Ha strisciato sotto i letti, dentro pozze di sudore, anfratti d’ombra e di terrore.

Apri gli occhi” ..
Tra timori e solchi scuri ha tracciato il suo disegno, nella mente intorpidita
Ha infilato le sue mani, imbrattando le pareti d’un veleno nero e denso.

E’ una Notte senza Luna. John Doe cammina sui riflessi rossonotte del suo incubo. I pugni chiusi in tasca a tagliare pelle e nervi. Cammina tra i confini sbiaditi di carcasse d’auto e neon, crepe di luce riflessa sul sipario di pioggia feroce. La schiena curva a spingere passo verso quella linea d’orizzonte. La vedi ? Cuore, Testa, Anima. Tu. Il tuo sguardo scorre in basso. Lì a terra c’è un biglietto.

ComingSoon Alone 4BIA

Coming Alone Phobia, John Doe… sei pronto a metterti in gioco ?