ven 20 ago 2010
Film Horror. Quali e perchè ci spaventano?
Posted by Luca Fusco under Coming Alone Phobia
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Cosa decreta il successo di un film horror? Sicuramente né gli incassi al botteghino né tanto meno le “stelline” di apprezzamento della critica. La buona riuscita di un film di terrore è dettata per lo più da quel sottile filo rosso che collega la pellicola allo spettatore. Quella capacità di suscitare in chi guarda attimi di adrenalina, la forza di sorprendere, atterrire e, ancora una volta, stupire.
In alcuni casi il male viene rappresentato attraverso l’oscuro, in altri a suscitare paura sono esseri innaturali, a volte disgustosi, che riescono ad incarnare le nostre fobie. Nei primi anni del XX secolo a spaventare gli spettatori era Quasimodo, il famoso gobbo di Notre Dame de Paris. Negli anni Trenta gli eroi negativi della letteratura diventavano protagonisti di pellicole spaventose: parliamo di Dracula e di Frankenstein, dell’Uomo Invisibile e del Dottor Jekyll. Queste creature ancora oggi suscitano fascino e repulsione tanto da aver destato l’interesse dei registi di tutti i tempi.
Se all’inizio i film horror erano caratterizzati da un’atmosfera gotica, con il passare del tempo e con la complicità delle tecnologie in evoluzione, si passa ad un interesse maggiore per il mondo extraterrestre. Negli anni ’50, infatti, sono proprio gli alieni i protagonisti del grande schermo a tinte oscure. Ma è nel decennio successivo che il film horror entra davvero nella vita delle persone, rappresentando le turbe psicologiche dei comuni mortali: appartiene a questi anni Psyco di Alfred Hitchcock e La notte dei morti viventi di George A. Romero.
Più tardi arriva in sala un altro famoso capolavoro recentemente riproposto: L’esorcista. Il film si prepone l’obiettivo di suscitare il terrore degli spettatori facendo riferimento al mondo dell’occulto e dei misteri religiosi.
Negli anni ’80, invece, nascono gli horror in più “puntate” come Halloween, Venerdì 13 e Nightmare, spesso riprodotti anche in serie TV sconsigliate ad un pubblico minorenne.
Attualmente invece la tendenza delle pellicole dei film di terrore è quella di associare il male all’intera società e ai suoi cancri: lo vediamo in Hostel e nei vari episodi di Saw, il cattivo “moralizzatore”. Inoltre questi lungometraggi sono sempre più “splatter” e si distinguono per le scene molto cruente e di tortura.
Per saltare davvero dalla sedia per gli amanti del genere può bastare un vampiro, per altri servono violenze e sevizie oppure inarrestabili calamità naturali. Ognuno ha la libertà (a proprio rischio e pericolo) di puntare il telecomando verso il proprio inconscio e cercare cosa lo spaventa davvero.

